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Parla di lei

È nato così “PARLA DI LEI”

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Perché questo progetto

Il Piano Oncologico Nazionale 2023 prevede la necessità di attivare, per le diverse neoplasie e nelle varie fasi, percorsi psico-oncologici di prevenzione, cura e riabilitazione del disagio emozionale.

Tutte le donne con tumore al seno hanno potenzialmente accesso a un supporto psicologico o emotivo, dal PON ai gruppi di auto mutuo aiuto.

Non è lo stesso per i caregiver, figura silenziosa ma fondamentale nel percorso di cura per le donne con tumore al seno.

Il profilo del caregiver

Chi è il caregiver?

Il caregiver è una figura unica, il cui ruolo varia in base al legame con la paziente, al tipo e alla fase di malattia e alle caratteristiche personali. Può essere un familiare, un amico o persino un volontario, e ogni caregiver vive questo compito in modo diverso. Trasversalmente al legame familiare, il ruolo viene svolto nelle modalità suggerite dalle connotazioni caratteriali dei singoli.

Spesso il caregiver e la paziente impostano il ruolo e il caregiver lo esegue seguendo le proprie inclinazioni naturali di base, sulle quali si innestano i comportamenti derivati dal vissuto delle singole situazioni.

Il comportamento del singolo si modella in base alla modalità di approccio alla malattia della paziente, lo stadio di malattia, il ruolo all’interno della famiglia e il ruolo assegnato dalla paziente al caregiver.

Sulla base di queste coordinate SWG ha tracciato il profilo di alcune tipologie più comuni di caregiver:
  • I proattivi: sempre presenti e flessibili, sono il cuore pulsante del supporto familiare.
  • I missionari: affrontano tutto con dedizione assoluta, spinti dall’amore e dalla volontà di aiutare.
  • Gli scienziati autodidatti: studiano ogni aspetto della malattia per poter offrire un aiuto più consapevole.
  • Gli empatici: dotati di una sensibilità unica, comprendono i bisogni ancora prima che vengano espressi.
  • I dinamici: organizzano spostamenti e logistica, assicurando che tutto funzioni senza intoppi.

Il caregiver volontario

Quando il caregiver è un membro attivo delle associazioni ed è stato/a a sua volta paziente, ci si trova davanti a una tipologia con un ruolo “allargato”, a più persone anche contemporaneamente. In questo caso il caregiver lavora su un rapporto personalizzato e diversificato in base alle caratteristiche della persona e della malattia per farsi carico di una missione.

Il sostegno solido su cui la paziente può appoggiarsi è un ancoraggio alla realtà che va comunque vissuta.

Il vissuto emotivo
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Il vissuto emotivo
Mappa dei bisogni

Le video interviste condotte a SWG hanno isolato anche le paure e le difficoltà che il caregiver incontra lungo gli step del percorso.
In sintesi, dunque, le aree in cui si collocano i bisogni del caregiver sono la vita quotidiana, la dimensione medica terapeutica, la sfera emotiva e la dimensione istituzionale.

La vita quotidiana è l’area ampia della normalità che è stata stravolta ma che richiede di essere mantenuta.  Questa è fatta di soluzioni concrete.

La sfera emotiva, invece, è la più delicata e fragile. La più difficile da gestire e andrebbe affidata a professionisti formati ad hoc come, ad esempio, lo psico-oncologo.

La dimensione medica è una nuova realtà parallela in cui i caregiver sono stati catapultati e che devono imparare ad abitare.

La sfera istituzionale è quella che ci si auspica porti al riconoscimento della figura del caregiver per vedere rispettati i suoi diritti. I bisogni delle diverse aree sono presenti in modo diverso nelle diverse fasi di malattia, pur con qualche sovrapposizione. Secondo l’elaborazione delle video-interviste, nella fase iniziale i caregiver chiedono
  • Relazione e Conoscenza Relazione stretta con i medici e accesso alle informazioni sulla malattia, le terapie, il percorso
  • Confronto Momenti di incontro e confronto tra i caregiver e riunioni conviviali, spontanee o organizzate ad hoc per scambi di esperienze.
  • Attività dedicate Informazioni su associazioni o gruppi che offrono attività ricreative per le pazienti e per i caregiver.

Questi bisogni nella fase metastatica si trasformano in richieste più pratiche e istituzionali e riguardano la tutela del caregiver come persona e delle sue attività, il riconoscimento a livello istituzionale e legale nella forma di accesso a un sostegno di tipo economico per le spese affrontate nella gestione della persona.

Nota: tutti i video sono stati realizzati elaborando un racconto emotivo da quanto emerso durante le video interviste. Nella tutela della privacy del caregiver e delle pazienti, i nomi sono di fantasia, le parole sono ri-raccontate, la voce è realizzata con intelligenza artificiale.

Il supporto psico-oncologico: un bisogno molto sentito

Questo supporto viene ritenuto importante in tutte le fasi del percorso ed è fondamentale nella fase metastatica. Viene citato spontaneamente dalla maggioranza degli intervistati.

Lo psico-oncologo è un professionista con preparazione specifica e conoscenza delle dinamiche proprie di questo tipo di malattia, fondamentale per gestire le emozioni, scaricare tensioni e paure, ricaricare le energie, acquisire strategie per i momenti bui, ritrovare la lucidità, gestire dinamiche familiari.

Punti di attenzione emersi dagli intervistati:
  • Gli uomini sono più restii, attivano resistenza, non ammettono il bisogno;
  • Le donne, figlie, si sono mosse autonomamente cercando un professionista privato.

Con il contributo non condizionante di

Con la collaborazione di