Dammi la mano

L’obiettivo del progetto “Dammi la mano” è fare luce sulle figure silenziose che stanno accanto alle donne con il tumore al seno. Chi sono i caregiver, come fanno a sopportare lo stress e la complessità che derivano dal dover ogni giorno affiancare la donna colpita dalla malattia? Con questo progetto Europa Donna Italia vuole prendersi cura di chi cura, quindi dei mariti, dei compagni, delle compagne, delle sorelle, delle figlie, degli amici.

Il progetto è stato presentato il 12 novembre 2019 in occasione dell’evento celebrativo dei 25 anni di Europa Donna tenutosi presso il teatro Dal Verme di Milano. Durante la serata, moderata dalla giornalista Tiziana Ferrario, alcuni celebri caregiver si sono confrontati sulla propria esperienza accanto alla persona di cui si sono presi cura. Sveva Casati Modignani ha raccontato cosa significhi scrivere di tumore al seno attraverso il suo testo Disperatamente Giulia. Spazio anche ai migliori racconti del concorso letterario Donna sopra le righe, organizzato ogni anno dall’associazione Io sempre donna di Chianciano. La serata è stata scandita da interludi di musica jazz e concluso dall’attrice comica Emanuela Fanelli.

Durante la serata è stato presentato il vademecum del caregiver curato da Europa Donna Italia e illustrato da Pat Carra. Dammi la mano proseguirà nel 2020 con una mostra fotografica itinerante nelle principali città italiane con immagini emozionanti di caregiver ripresi nei momenti quotidiani.

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In tutti questi anni abbiamo lavorato e ottenuto molto per le pazienti. Con questo vademecum invece abbiamo deciso di trattare il difficile ruolo del caregiver che, vedremo più avanti, non è un ruolo che si sceglie, così come, peraltro, non lo è quello della paziente.

Il vademecum nasce dunque per valorizzare e sostenere le persone, familiari o legate da un rapporto affettivo, che si dedicano alle donne con tumore al seno. Un difficile ma importantissimo percorso di aiuto che si sa quando incomincia, ma non come procederà.

In sintesi, un aiuto concreto anche fatto di esperienze positive di altri caregiver, di suggerimenti e consigli, oltre che di chiarimenti circa un linguaggio a volte un po’ difficile per chi non sa di medicina o di trattamenti innovativi.

Ci auguriamo che tutto ciò serva ad alleggerire, anche con un sorriso, il difficile, ma insostituibile lavoro del caregiver.