Care amiche, cari amici, vi proponiamo questa nuova opportunità di aggiornamento sui temi di attualità legati al tumore al seno, attraverso l’interazione con gli specialisti che interverranno in diretta. Gli esperti sono qui per voi, sono certa che questo momento sarà produttivo per tutti. Grazie e... buona partecipazione!

Rosanna D’Antona

Immunoterapia e tumore al seno: quali prospettive?

MICHELINO DE LAURENTIIS
Oncologo, direttore dell’U.O.C. di Oncologia medica senologica dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS di Napoli

Nel 2011 la FDA approvava l’utilizzo di ipilimumab, il primo farmaco immunoterapico, nel trattamento del melanoma avanzato. Una vera e propria rivoluzione per l’oncologia, che nel 2018 è valsa a James Allison e Tasuku Honjo il premio Nobel per la medicina. Oggi l’immunoterapia è divenuta una possibilità concreta nel trattamento di altri tumori, tra i quali un sottotipo del triplo negativo del seno. Cosa ci aspetta il futuro? (21 settembre 2020).

Lavorare non è solo un dovere ma anche un diritto

ELISABETTA IANNELLI
Avvocato giuslavorista e vicepresidente dell’Associazione Italiana Malati di Cancro

Numerosi studi hanno dimostrato che l’attività lavorativa contribuisce al benessere psicologico dei pazienti oncologici. Purché dignitosa e compatibile con lo stato di salute. Sono tre milioni gli italiani che convivono con una diagnosi di tumore, un terzo dei quali lavora. La legge italiana prevede alcune tutele, sia per la persona colpita sia per i familiari che la assistono. (8 settembre 2020, con il contributo incondizionato di Ipsen).

La chirurgia senologica tra passato, presente e futuro

MARIO TAFFURELLI
Chirurgo senologo, direttore della Breast Unit del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna e presidente dell’ANISC

Approccio multidisciplinare, interventi sempre più conservativi e ricorso alla chemioterapia prima dell’intervento hanno rivoluzionato la chirurgia senologica dell’ultimo decennio. Ciònonostante, a livello nazionale permangono ancora molte differenze di trattamento. Qual è lo stato dell’arte in Italia? E cosa ci aspetta il futuro? (27 luglio 2020).

I follow-up tra rinvii e telemedicina

Manuela Roncella

MANUELA RONCELLA
Chirurga, direttrice dell’unità operativa di senologia dell’AOU Pisana e coordinatrice della rete senologica della Toscana

Così come i programmi di screening mammografico anche quelli di follow-up sono stati ostacolati dall’emergenza sanitaria. Il ricorso alla telemedicina non sempre è sufficiente e così molti controlli sono stati semplicemente rimandati. Per quanto tempo possono essere posticipati gli esami? Quando si normalizzerà la situazione? (29 giugno 2020).

Screening mammografico, l’imperativo è ripartire

Livia Giordano

LIVIA GIORDANO
Epidemiologa del Centro di riferimento per l’epidemiologia e la Prevenzione Oncologica in Piemonte (CPO)

Nei mesi scorsi, l’emergenza sanitaria ha costretto le Regioni a sospendere lo screening mammografico di primo livello dando priorità alle misure di contenimento del contagio e alla sicurezza di operatori sanitari e pazienti. Ora i tempi sembrano maturi per ripartire: alcune Regioni l’hanno già fatto, altre si preparano per farlo. Come cambieranno i programmi di screening dopo l’emergenza? (10 giugno 2020).

L’attività delle Breast Unit nella fase 2

corrado tinterri

CORRADO TINTERRI
Chirurgo senologo, direttore clinico della Breast Unit dell’Humanitas di Rozzano (MI)

Sospensione di alcune attività, accorpamenti di strutture, trasferimenti di reparti. L’indagine condotta da Senonetwork evidenzia come l’emergenza sanitaria abbia messo a dura prova la tenuta di molti centri di senologia. La situazione ha finito per creare confusione e disorientamento in molte donne, spingendole in alcuni casi a preferire strutture che non garantiscono cure di qualità. Cosa è cambiato con l’ingresso nelle cosiddetta fase 2? Quando ripartiranno controlli e follow up? (26 maggio 2020).

Terapie oncologiche, quali possono essere svolte a domicilio?

Pierfranco Conte

PIERFRANCO CONTE
Oncologo, direttore dell’unità operativa complessa di Oncologia medica 2 dell’Istituto oncologico veneto IRCCS e coordinatore del progetto Periplo

Portare alcune cure per pazienti oncologici fuori dagli ospedali. Non è fantascienza, ma già realtà in alcune aziende sanitarie. Alcuni di questi provvedimenti possono rappresentare modelli di assistenza e cura innovativi in grado di contribuire non solo al superamento della fase emergenziale ma, più in generale, al miglioramento della qualità della vita del malato e della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale (11 maggio 2020).

Fase 2, cosa cambia per il paziente oncologico?

Saverio Cinieri

SAVERIO CINIERI
Oncologo, direttore dell’unità operativa complessa di Oncologia medica dell’ospedale “Antonio Perrino” di Brindisi e presidente eletto di AIOM

“Almeno 200 mila pazienti devono tornare in ospedale per controlli. Servono spazi dedicati” questo il monito lanciato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica. Cosa cambia per il paziente oncologico l’ingresso nella cosiddetta “Fase 2” dell’emergenza sanitaria? L’oncologo Saverio Cineri, presidente eletto di AIOM, prova a fare chiarezza. (8 maggio 2020, in differita).