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Studio clinico monarchE: confermata l’utilità dell’abemaciclib nella prevenzione delle recidive

Lo studio clinico monarchE aveva già prodotto in passato dati incoraggianti sull’uso dell’abemaciclib, un farmaco appartenente alla classe degli inibitori delle cicline chinasi dipendenti – che cioè agiscono selettivamente bloccando due proteine, CDK4 e CDK6, in grado di aumentare la velocità con cui le cellule tumorali del seno crescono e si dividono – per il trattamento dei tumori al seno ormono-responsivi (HR+) in fase iniziale e ad aumentato rischio di recidiva e metastasi.
I primi risultati dello studio erano stati presentati alla fine del 2020 in occasione del congresso dell’ESMO (European Society for Medical Oncology), dopo due anni di sperimentazioni condotte su un gruppo di oltre 5000 donne affette da neoplasie ormono-sensibili e curate con una combinazione di abemaciclib e terapia anti-ormonale.

Le conclusioni raggiunte dal team di ricerca riferivano come la combinazione delle due terapie fosse in grado di ridurre il rischio di recidiva del 25,3% e la probabilità di formazione di metastasi del 28,3% rispetto al solo protocollo terapeutico standard.

In occasione dell’ultimo congresso ESMO, tenutosi alla fine del 2021, è stato reso pubblico un aggiornamento dei risultati dello studio clinico che non solo conferma le evidenze già ottenute in precedenza, ma migliora i dati relativi alla capacità del farmaco di prevenire tanto le recidive quanto l’eventuale comparsa di metastasi.
Sembra infatti che all’abbinamento tra terapia anti-ormonale e abemaciclib corrisponda una probabilità di sviluppare nuovamente la neoplasia inferiore del 30,4% e un rischio di una malattia metastatica diminuito del 31,4%.

Dal momento che i tumori ormono-sensibili rappresentano il 65% di tutti i casi di tumore al seno, queste ulteriori prove dell’utilità dell’abemaciclib in aggiunta al percorso terapeutico classico rappresentano una svolta decisiva per moltissime donne affette da cancro, a maggior ragione se si considera che i benefici ottenuti dal mix farmacologico tendono a protrarsi anche dopo la fine delle cure, che solitamente durano due anni.

Gli altri aspetti positivi evidenziati dallo studio clinico riguardano i modesti livelli di tossicità osservati per il farmaco: in una prima fase della sperimentazione erano stati confermati; allo stadio attuale, in cui il trattamento è già concluso per quasi il 90% dei soggetti coinvolti, il profilo di sicurezza dell’abemaciclib risulta consolidato. Il farmaco è ben tollerato, l’evento avverso più comune è la diarrea, che può essere facilmente controllata e rientra dopo pochi giorni.