Cosa vuol dire, davvero, prevenzione? Sotto questa etichetta sono di solito accomunati due concetti molto diversi: quello della prevenzione vera e propria, detta primaria, e la diagnosi precoce, detta anche prevenzione secondaria.

Prevenzione primaria

Per prevenzione primaria si intendono tutte le azioni che aiutano effettivamente a prevenire la comparsa del tumore: gli stili di vita e le strategie che riducono la probabilità di ammalarsi di tumore al seno, come non fumare, non bere alcolici, mangiare in maniera salutare, fare attività fisica.

Prevenzione secondaria

Con i termini prevenzione secondaria e diagnosi precoce si intendono, invece, le visite e gli esami diagnostici raccomandati per scoprire un eventuale tumore al seno in uno stadio iniziale.

Sintomi

Il tipico segnale del tumore al seno è la presenza di un nodulo, palpabile e a volte visibile, duro al tatto e che, nella maggior parte dei casi, non provoca dolore. Altri sintomi possono essere alterazioni della pelle o del capezzolo, cambiamenti nella forma del seno, rigonfiamenti o ingrossamenti. Particolare attenzione va prestata a cambiamenti asimmetrici, che riguardano cioè un solo seno.

La mammografia

Attualmente la legge prevede che tutte le donne tra i 50 e 69 anni di età, residenti in Italia, siano invitate ogni due anni a sottoporsi, gratuitamente, a una mammografia in centri di screening specializzati che rispettino dettagliate modalità organizzative e qualitative. La mammografia a cadenza biennale in questa fascia di età è l’unico esame che si è dimostrato efficace nel ridurre la mortalità per tumore al seno. Negli ultimi anni, in considerazione delle linee guida internazionali, alcune Regioni hanno esteso l’invito anche alle donne dai 45 anni e fino ai 74.

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