Guida alla salute del seno

Introduzione

Il tumore al seno colpisce una donna su dieci nell’arco della vita.

È il tumore più frequente nel sesso femminile e rappresenta il 29% di tutti i tumori che colpiscono le donne: si stima che in Italia nel corso del 2012 siano stati diagnosticati 46.600 nuovi casi di tumore maligno (per approfondimenti vai qui).

È la prima causa di morte per tumore nel sesso femminile, con un tasso del 17% di tutti i decessi per causa oncologica.

Si registra un aumento preoccupante dell’incidenza del tumore al seno del 13,8% negli ultimi sei anni; particolarmente allarmanti i dati relativi alle donne tra i 25 e i 44 anni per le quali si calcola un incremento del 28,6%. Questo il dato contenuto nell’indagine conoscitiva sulle malattie degenerative, condotta dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato (luglio 2011), che evidenzia anche che questa popolazione è attualmente esclusa da qualsiasi campagna di screening, anche per le donne con elevato rischio familiare.

È stato dimostrato con certezza che la diagnosi precoce rappresenta un’arma fondamentale nella lotta contro il tumore al seno: permette infatti di aumentare notevolmente le probabilità di guarigione delle pazienti. Purtroppo i programmi di screening mammografico, che costituiscono ad oggi il maggiore strumento di prevenzione, non sono distribuiti uniformemente sul territorio nazionale, con differenze sostanziali tra regione e regione e in particolare tra nord e sud.

È stato inoltre dimostrato che la cura del tumore al seno in Centri di Senologia (Breast Unit) aumenta la percentuale di sopravvivenza delle pazienti (18%), senza peraltro considerare i benefici psicologici derivati da una migliore qualità di vita delle pazienti stesse e garantisce un utilizzo più razionale ed efficace delle risorse.

Cos'è il tumore al seno

Il tumore al seno (o carcinoma della mammella) è la neoplasia più diffusa nella popolazione femminile, sia nei paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo.

Tecnicamente è una moltiplicazione incontrollata di cellule della mammella, in cui il DNA risulta “danneggiato”; l’insieme di queste cellule forma la massa tumorale.

I tumori benigni (noduli, chiamati fibroadenomi o cisti) sono molto più frequenti di quelli maligni (carcinomi), non evolvono quasi mai nella forma pericolosa, sono soggetti alle variazioni ormonali e di solito basta tenerli sotto controllo; rimangono nel tessuto mammario e in pochi casi i medici decidono di asportarli.

I carcinomi, al contrario, possono invadere gli altri organi, sia quelli prossimi al seno sia quelli distanti. Le loro cellule, infatti, possono entrare nei circoli sanguigno e linfatico, diffondersi e dare luogo a metastasi. La natura del tumore si stabilisce con un esame delle cellule, prelevate con una biopsia.

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La prevenzione

Gli stili di vita individuali possono incidere sul nostro stato di salute e diminuire la probabilità di ammalarci di tumore.

Per questo Europa Donna invita tutte le donne a osservare le raccomandazioni risultate dal programma “Europa Contro il Cancro” della Comunità Europea:

  • Non fumare; se fumi, smetti. Se non riesci a smettere, non fumare in presenza di non fumatori
  • Evita l’obesità
  • Fai ogni giorno attività fisica
  • Mangia ogni giorno frutta fresca e verdura (di stagione): almeno cinque porzioni. Limita il consumo di alimenti contenenti grassi di origine animale
  • Se bevi alcolici, che siano birra, vino o liquori, limita il loro consumo a non più di due bicchieri al giorno se sei uomo, a non più di uno se sei donna
  • Fai attenzione all’eccessiva esposizione al sole. È importante proteggere bambini e adolescenti. Chi ha la tendenza a scottarsi deve proteggersi sempre
  • Osserva scrupolosamente le raccomandazioni per prevenire, nei posti di lavoro e nell’ambiente, l’esposizione ad agenti cancerogeni noti, incluse le radiazioni ionizzanti
  • Se sei donna ed hai più di 25 anni, effettua regolari controlli di diagnosi precoce del tumore al collo dell’utero, eseguendo periodicamente il Pap-test all’interno di programmi organizzati, sottoposti a controllo di qualità
  • Se sei donna ed hai più di 50 anni, effettua regolari controlli di diagnosi precoce del tumore al seno, facendo la mammografia all’interno di programmi organizzati, sottoposti a controllo di qualità
  • Se hai più di 50 anni, effettua regolari controlli di diagnosi precoce del tumore al colon-retto, all’interno di programmi organizzati e sottoposti a controllo di qualità
  • Partecipa ai programmi di vaccinazione contro l’epatite B

Per approfondimenti sugli stili di vita consigliati vai qui. 

Per approfondimenti sulla prevenzione secondaria, orientata alla diagnosi precoce, vai qui.

Conosci il tuo seno

Europa Donna invita tutte le donne a familiarizzare con il proprio seno e a segnalare immediatamente al medico qualunque cambiamento

È normale che la donna noti dei cambiamenti del seno durante il ciclo mensile, ma soltanto tu sai che cosa è “normale” per te.

È bene quindi imparare a conoscere il proprio seno e verificarne periodicamente le condizioni. Puoi sfruttare momenti come la doccia o il bagno, o mentre ti vesti, per familiarizzare con il tuo seno osservandolo con attenzione ed effettuando l’autopalpazione.

Questa abitudine ti aiuta ad accorgerti in tempo di qualsiasi cambiamento o anormalità (di solito un nodulo).

Verifica sempre:

  • Cambiamenti nelle dimensioni, nel contorno o nella posizione del capezzolo
  • Noduli evidenti o in crescita, corrugamenti o increspature della pelle
  • Vene più evidenti del normale
  • Infiammazioni o eruzioni cutanee
  • Sangue o perdite dal capezzolo
  • Sensazioni insolite, in particolare se riguardano una sola mammella
Cosa fare

Se noti qualcosa di insolito, vai dal medico. Tieni comunque presente che il seno è spesso soggetto alla formazione di protuberanze, dovute a mutamenti a livello ghiandolare, spesso innocue.

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Per le giovani donne

Poiché circa il 5-7% dei casi di tumore al seno vengono diagnosticati in donne con meno di 40 anni, anche le ragazze dovrebbero essere informate sui fattori di rischio di questa malattia, rese consapevoli delle raccomandazioni elencate nel Codice Europeo Contro il Cancro, e conoscere gli strumenti di diagnosi precoce più indicati.

È molto importante che ogni donna, fina da giovane, impari a conoscere il proprio seno.

Possiamo approfittare di alcuni momenti, come la doccia o quando ci spogliamo, per familiarizzare con il nostro seno, osservandolo e palpandolo. Questa buona abitudine ci aiuterà ad accorgerci per tempo di eventuali cambiamenti o anomalie (di solito un nodulo).

Anche se molti noduli sono innocui, è importante segnalare immediatamente al proprio medico ogni piccolo cambiamento.

Inoltre bisognerebbe iniziare da giovani a farsi visitare ogni anno da uno specialista senologo.

L’organismo di una giovane donna ha caratteristiche ormonali e biologiche diverse da quelle di una donna più matura.

Ad esempio il seno delle donne giovani è più denso, e questa caratteristica rende la mammografia meno adatta ad identificare un tumore allo stadio iniziale rispetto all’ecografia, più efficace dei raggi X per la diagnosi precoce del tumore al seno nelle donne più giovani.

Le donne giovani con una storia familiare di tumore al seno o alle ovaie dovrebbero essere consapevoli di essere più a rischio di sviluppare un tumore al seno e, di conseguenza, dovrebbero pianificare con il proprio medico i vari controlli diagnostici indicati in questo caso.

In caso di diagnosi di tumore al seno, queste sono le 10 domande che le donne con meno di 40 anni dovrebbero fare al proprio medico:

  1. Il tumore al seno nelle donne giovani viene curato in modo diverso?
  2. Che tipo di tumore ho e quanto è aggressivo?
  3. Questa cura potrebbe provocare la menopausa anticipata? Se sì, quali sono le conseguenze?
  4. Come possono rimanere fertile? Potrò avere figli in futuro?
  5. Se volessi avere un figlio dopo la malattia, quando dovrebbe iniziare la gravidanza?
  6. Quali sono le opzioni di cura se il tumore mi viene diagnosticato durante la gravidanza?
  7. Il tumore e le cure potrebbero nuocere al mio bambino durante la gravidanza?
  8. Sarò in grado di allattare?
  9. Dovrei sottopormi a un test per capire se il mio tumore è di tipo genetico?
  10. Esistono sperimentazioni cliniche sulle donne giovani? Ho i requisiti per essere reclutata?
Dopo la diagnosi

Ricevere una diagnosi di tumore al seno è un’esperienza dura, che cambia la vita, e le cure possono sembrarci insopportabili.

Quello che segue è un elenco di domande che può servirti da traccia per preparare le tue domande personali

  • Che tipo di tumore ho? È invasivo?
  • Quali sono le opzioni di cura? Lei quale cura consiglia?
  • La cura che lei mi indica è quella standard per i casi come il mio? Quando devo cominciare la cura? Posso avere un secondo parere?
  • Dopo l’intervento dovrò fare altri trattamenti come radioterapia, chemioterapia, terapia ormonale, terapia di riabilitazione, o un mix di queste e di altre terapie?
  • Quali sono i rischi associati a ciascuno di questi trattamenti e quali gli effetti collaterali?
  • Posso essere curata presso un’unità di senologia specializzata, da un team che comprenda un chirurgo senologo, un oncologo medico, un’infermiera senologa, un radiologo specializzato in oncologia e uno psicologo?
  • Se questa unità specializzata non è disponibile, quanti casi di tumore al seno vengono trattati ogni anno nell’ospedale che mi consiglia?
  • Quanto influiranno le cure sulla mia vita quotidiana quando sarò in grado di riprendere le mie attività?
  • Quali letture, quali siti Internet e quali gruppi di sostegno mi consiglierebbe?
  • In che cosa consiste una sperimentazione clinica? Secondo lei dovrei partecipare?

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La Breast Unit

Alle donne vanno offerte cure di qualità in ogni stadio della malattia, dai primi stadi individuati in sede di screening fino ai tumori più avanzati, all’interno di un’unica unità specialistica di senologia dove sia le cure che i controlli periodici vengono seguiti dallo stesso gruppo principale di specialisti (core team).

Livelli minimi per assicurare il grado di esperienza e competenza dell’unità e del personale

  • Deve essere prevista un’unità specialistica di senologia ogni 250.000/300.000 abitanti
  • L’unità deve essere in grado di effettuare il numero minimo di 150 nuove diagnosi di cancro mammario ogni anno
  • I chirurghi al suo interno devono operare un minimo di 50 nuovi casi di cancro al seno all’anno e prender parte ad almeno una riunione clinica diagnostica la settimana
  • I radiologi devono leggere un minimo di 1.000 mammografie l’anno; 5.000 nel caso di coloro che lavorano all’interno di programmi di screening. Ogni Unità deve avere almeno due radiologi qualificati.

Ogni unità deve essere dotata di un gruppo multidisciplinare principale, con queste caratteristiche:

  • L‘unità deve avere un direttore clinico dei servizi di senologia
  • Tutti i membri del gruppo multidisciplinare devono avere una specifica formazione sul tumore al seno ottenuta avendo trascorso un anno in un’unità con servizi di formazione riconosciuti
  • Tutti i membri del gruppo multidisciplinare devono partecipare a incontri multidisciplinari tenuti almeno una volta alla settimana per discutere della diagnosi, dei referti istologici dopo l’intervento chirurgico e per valutare le opzioni terapeutiche
Strutture e servizi
  • L’unità deve disporre delle apparecchiature per la diagnostica radiologica necessarie ad assicurare una diagnosi senologica adeguata e completa
  • La radioterapia e la chemioterapia possono essere somministrate all’interno dell’unità stessa o in un ospedale/clinica separati. Tuttavia, il trattamento cui la donna si sottopone deve essere sotto la supervisione dell’unità di senologia e tutte le decisioni relative alla terapia devono essere prese dal gruppo multidisciplinare
  • Una riunione clinica sui casi di tumore in fase avanzata deve essere tenuta una volta ogni due settimane presso l’unità di senologia, con il coinvolgimento dell’oncologo medico o clinico, ed il chirurgo deve rendersi disponibile per eventuali valutazioni
  • L’unità senologica dovrebbe organizzare riunioni cliniche “fuori sede” per gli ospedali più piccoli se questi sono distanti dall’unità senologica stessa. Questo tipo di programmi sono da preferirsi all’istituzione di unità senologiche di piccole dimensioni in aree a bassa densità di popolazione poiché garantiscono alle donne che riceveranno cure di esperti di senologia. Le riunioni “fuori sede” dovrebbero avere luogo almeno una volta al mese
Servizi speciali
  • Le donne dovrebbero ricevere consigli pratici, supporto e informazioni da parte di infermiere specializzate in patologie mammarie o da un membro del gruppo principale di specialisti che possieda le necessarie competenze professionali in campo psicologico. Tutte le unità dovrebbero avere almeno due membri del personale che assolvono a questa funzione
  • Altre figure professionali, non comprese obbligatoriamente nello staff principale, dovrebbero offrire servizi associati all’attività dell’unità: gli psichiatri possono fornire supporto psicologico aggiuntivo, i chirurghi plastici opzioni di ricostruzione del seno, i fisioterapisti il trattamento del linfedema, i genetisti clinici la valutazione del rischio di sviluppare un tumore del seno; fino a fornire un servizio di cure palliative nonché un servizio per la fornitura delle protesi mammarie esterne all’interno dell’unità.
Garanzia di qualità
  • Le unità devono registrare i dati relativi alla diagnosi, patologia, terapia primaria e risultati clinici; tutti questi dati devono essere accessibili per le attività di verifica
  • I numeri, relativi alle attività svolte e alle attività di verifica, vanno elaborati con cadenza annuale e comparati agli obiettivi di qualità ed ai risultati misurati.

Per approfondimenti sullo stato dell’arte normativo sulla rete di Breast Unit italiana vai qui.

Per un elenco dei centri di senologia in Italia, via qui.

Dopo il cancro

Sono molte le variabili che determinano le probabilità di sviluppare un nuovo tumore dopo la terapia: il tipo di neoplasia, il suo stadio al momento della diagnosi, le dimensioni, il fatto che siano stati coinvolti o meno i linfonodi.

In ogni caso, con il passare del tempo, questo rischio diminuisce e, dopo cinque anni dalla terapia, la malattia viene considerata sconfitta.

Il tempo medio di ricomparsa del tumore nel sito originario è infatti di tre anni, e quello recidiva in un altro organo di due.

È fondamentale, però, non abbassare mai la guardia, perché ad oggi circa il 33% delle recidive compare dopo cinque anni.

Per approfondimenti sui percorsi di controllo vai qui. 

Anche in caso di recidiva, convivere con il tumore al seno metastatico si può.

Sono infatti circa 30.000 le donne che oggi convivono con il cancro al seno metastatico in Italia e che non vogliono sentirsi abbandonate.

Qui trovi un dossier che parla dei loro bisogni, della loro malattia, delle complicanze e delle nuove terapie.

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